Il Valore della TESI

I momenti che precedono la discussione della tesi sono stati, sono e saranno momenti densi di sensazioni e sentimenti ma soprattutto caratterizzati da una spasmodica alternanza di paura e speranza.

Si, sono proprio questi ultimi due stati d’animo a rendere la “millennial generation” così irrimediabilmente identica a quelle che l’hanno preceduta.

Perché dunque paura intrisa di speranza?

La paura è quella di una/un giovane divenuto consapevole, che dopo la fatidica frase:” In nome della Repubblica italiana la nomino Dottore in…..” dovrà affrontare il mondo, non più protetto dalla quattro mura dell’Università.

Nel contempo però nutre la speranza che quel mondo possa soddisfare le sue aspettative professionali.

E quale migliore strumento se non la tesi di Laurea risulta utile per capire le aspettative e le propensioni professionali.

In un saggio del 1977 che s’intitola proprio “Come si fa una tesi di laurea”, Umberto Eco dava utili indicazioni anche pratiche come ad esempio la lunghezza (che l’autore consiglia in media di quattrocento cartelle), le scelta del metodo e dell’impostazione, la suddivisione in capitoli e la realizzazione dell’indice, le reperibilità delle fonti e via di seguito.

Ma l’aspetto più importante da sottolineare è, per dirla con l’autore, che la tesi non deve essere un mero esercizio compilativo, ma un lavoro metodico, un’esperienza di vita, il prodotto di un processo in cui s’impara a mettere ordine nelle proprie idee, elaborare un pensiero e metterlo a disposizione degli altri.

Cosa c’è di più soddisfacente per un laureando, quindi, se non elaborare un pensiero e donarlo agli altri.

Ed è proprio tutto questo che l’umile cronista che vi scrive ha letto nelle parole e nei sentimenti dei nostri neo laureati in questa calda e afosa estate 2019.

Spiegare il perché la Russia ha annesso la Crimea e farlo passando con disinvoltura dalla lingua madre che si fa fatica a capire qual è, al russo e all’inglese.

Elucubrare di neuroscienza nel momento in cui quest’ultima si vede coinvolta nel processo cognitivo di un interprete mentre lavora in simultanea.

Disquisire col piglio di una deputata Tory o Labour di Brexit o dell’integrazione monetaria europea delineandone origini, criticità ed aspetti positivi.

Trasferire la propria passione nello sport nella capacità di saperlo organizzare anche managerialmente o il sentirsi “nerd” ma fare di questo stato di grazia da quarta rivoluzione industriale uno strumento professionale se applicato alla traduzione dei videogiochi.

O magari studiando la lingua straniera nei suoi aspetti settoriali, capire che il proprio futuro dovrà essere quello di promuovere le ricchezze del made in Italy.

E per finire, perché non possiamo dimenticarci quello che anche noi siamo stati nel secolo scorso ossia degli immigrati, trasferire nel proprio elaborato di Laurea e discuterlo interamente in inglese quanto l’assenza di solidarietà di fronte a fenomeni come quello migratorio possa trasformarsi in crimine.

Questi sono stati alcuni dei tantissimi e diversi temi che i giovani, neo laureati in questo Luglio 2019 della Scuola Superiore per Mediatori linguistici di Pisa, hanno regalato e messo a disposizione degli altri.

Ritratto di Lorenzo Tellini
Lorenzo Tellini
EX Managing Director of SSML University in Pisa. Esperto di internazionalizzazione delle imprese e per 4 anni punto di riferimento dell'orientamento universitario alla SSML di Pisa e non solo. Tennista quando può.