Che differenze ci sono tra Lingue e Letterature e Scienze della Mediazione Linguistica?

Quando Shakespeare deve inchinarsi al business english

Questo l’interrogativo che parafrasando il drammaturgo inglese molti studenti amanti delle lingue straniere debbono sciogliere al momento della scelta su quale percorso universitario intraprendere dopo il diploma.

Molto spesso i giovani neodiplomati debbono districarsi nel mare magnum delle informazioni, cercando di evitare cantonate che potrebbero pregiudicare anche pesantemente il loro futuro professionale.

E’ importante per chi ama le lingue straniere, e su questa passione intende costruire il proprio futuro professionale, interrogarsi su quale percorso universitario di carattere linguistico sia più adatto alle proprie propensioni e aspirazioni professionali.

Lingue e Letterature Vs Scienze della Mediazione Linguistica

Ecco perché diviene essenziale acquisire informazioni sulla differenza sostanziale che esiste tra un percorso linguistico umanistico e filologico quale quello proposto dalle facoltà di lingue e letterature straniere rispetto ad un percorso dove invece si studia la lingua tecnica e i lessici settoriali quale quello in scienze della mediazione linguistica.

Generalmente si tende a pensare che lo studio delle lingue possa fornire una preparazione completa e spendibile nel mercato del lavoro.

Ciò è vero se tale preparazione linguistica è anche accompagnata da competenze tecniche. Questo può avvenire solo se la lingua viene studiata nelle sue declinazioni settoriali: economico, giuridico, medico scientifico, business/finanziario ecc..

Cosa diversa se invece la lingua è motivo di passione filologica e umanistica dove la sua traduzione in termini di spendibilità in ambito lavorativo si va a concentrare soprattutto, se non esclusivamente, nel settore dell’istruzione e della ricerca.

Se si ritiene che il proprio futuro e l’utilizzo della lingua debba realizzarsi all’interno di un contesto aziendale, la scelta del neodiplomato non può quindi che ricadere sullo studio di Scienze della mediazione linguistica andando poi a specializzare il proprio profilo nei diversi Curricula che le Scuole di Mediazione Linguistica propongono.

Per esempio la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Pisa propone due curricula specializzanti in

  • MARKETING E IMPRESA
  • MARKETING E TURISMO

A questo punto non ci resta che provare a conoscere chi e come sono i ragazzi che decidono di seguire questo iter.

A dircelo è il profilo dei laureati che evidenzia come chi si iscrive a questo percorso provenga in maggior misura da un liceo linguistico (38,5%) o scientifico (21%), anche se la percentuale di iscritti che provengono da da un istituto tecnico non è affatto trascurabile (20%).

I laureati in Scienze della Mediazione Linguistica se la cavano abbastanza bene rispetto agli altri colleghi triennali: si laureano in media a 23,8 anni!.

I giovani mediatori linguistici si portano a casa un voto medio di laurea pari a 101,5. In aula vanno con assiduità. Infatti 68 laureati su cento hanno seguito la stragrande maggioranza delle lezioni. Ma l’esterofilia rimane il loro must: ben il 47% ha preparato le valigie e ha vissuto un’esperienza internazionale fatta non solo di Erasmus ma anche di stage formativi. Su quest’ultimo aspetto almeno il 65% dei futuri mediatori ha svolto un esperienza di tirocinio all’estero.

Ed al termine del titolo di studio come si prospetta il futuro professionale dei mediatori linguistici?

In base ai dati sulla condizione occupazionale degli studenti in uscita dalle facoltà di Scienze della mediazione linguistica appare chiaro che a un anno dalla conquista della laurea triennale si dividono quasi equamente tra lavoro e studio.

Così il 46% s’iscrive alla magistrale, contro il 56% dei corsi di laurea in Lingue e Letterature; e il 43% entra direttamente nel mondo del lavoro, contro il 25% delle facoltà di lingue.

Le aree in cui si collocano sono principalmente quelle dei servizi (il 16% nelle professioni legate al commercio internazionale) segue il settore della pubblicità e comunicazione con il 14%. Infine in entrambi i due lati della medaglia c’è un gruppetto di giovani, 12%, che mette insieme lavoro e studio.

 Per chi invece sceglie di proseguire gli studi con percorsi di secondo livello i più gettonati sono:

  • lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale (scelta dal 38%),
  • traduzione specialistica e interpretariato (28%),
  • lingue e letterature moderne europee e americane (16%)

Ci preme infine evidenziare l’importanza che ricopre la fase di conoscenza e di orientamento universitario che suggeriamo a tutti coloro che, amanti delle lingue, non abbiano ancora ben capito dove e come approfondire questa passione fantastica e quindi renderla una professione ideale.

Amare le lingue ed avere il talento ed il potenziale per farne il proprio lavoro è la condizione essenziale, cui va aggiunta la capacità di definire i propri obiettivi professionali e la capacità di individuare il percorso migliore per il raggiungimento di quegli obiettivi.

Ritratto di Lorenzo Tellini
Lorenzo Tellini
Managing Director of SSML University in Pisa. Esperto di internazionalizzazione delle imprese e da 4 anni punto di riferimento dell'orientamento universitario alla SSML di Pisa e non solo. Responsabile Area Master Post-laurea. Tennista quando può.